Chirurgia della mano e del piede

Il piede è una struttura estremamente complessa per le numerose ossa ed articolazioni che lo compongono: ci permette di stare in posizione eretta ma anche di camminare ed è in grado di adattarsi su qualunque terreno.

Chirurgia della mano

La malattia di Dupuytren

La malattia di Dupuytren consiste in un ispessimento della fascia palmare, cioè del tessuto interposto tra la cute del palmo della mano e i tendini flessori. Tale ispessimento può dar origine ad una vera e propria corda tesa dal palmo della mano fino alle dita che limita il movimento di estensione di un dito o di più dita rendendo impossibile la completa apertura della mano. La malattia determina a volte anche un ispessimento della cute che riveste il dorso delle articolazioni delle dita.
La malattia di Dupuytren insorge spontaneamente senza apparenti cause scatenanti.

Chi colpisce.

I pazienti più colpiti dalla malattia di Dupuytren sono di sesso maschile. La malattia insorge solitamente all’età di 40 anni e spesso si nota una distribuzione familiare. Alcuni pazienti possono presentare forme più severe e in tal caso l’età di insorgenza è più precoce e la localizzazione diffusa ad entrambe le mani.
Sintomi
La malattia insorge molto lentamente e si manifesta con la presenza di un piccolo nodulo o, a volte, di un’area di retrazione cutanea nel palmo della mano. Tali formazioni compaiono di solito in corrispondenza delle pliche palmari lungo l’asse del 4° o 5° dito. In altri casi i pazienti riferiscono solo un iniziale senso di fastidio localizzato nel palmo della mano e un bisogno ossessivo di massaggio della cute palmare seguito, a distanza di tempo, dalla comparsa progressiva del nodulo o della retrazione cutanea. Con il passare del tempo si può osservare la formazione di un cordone fibroso teso tra il palmo della mano e il dito o le dita colpite. Il paziente solitamente si accorge della malattia quando nota che il palmo della mano non può essere completamente appoggiato su una superficie piatta, come per esempio il piano di un tavolo.
Tale quadro clinico può rimanere invariato per anni ed in pratica arrestarsi definitivamente oppure esaurirsi momentaneamente per evolvere poi progressivamente fino alla retrazione completa di una o più dita nel palmo della mano. Nei casi gravi la retrazione delle dita nel palmo della mano può interferire con le normali attività quotidiane come lavarsi le mani o il viso, indossare guanti o infilare le mani nelle tasche.

Trattamento

Il trattamento, quando necessario, è chirurgico e consiste nell’asportazione della fascia palmare e digitale retratta. Il trattamento viene eseguito per lo più in anestesia loco-regionale.
La retrazione progressiva in flessione di un dito a livello dell’articolazione metacarpofalagea determina una limitazione funzionale della mano tale da giustificare l’intervento chirurgico, considerando anche che, in uno stadio precoce, l’aponevrectomia risulta più semplice.
Nelle fasi intermedie o avanzate, quando la retrazione in flessione si verifica anche a livello dell’articolazione interfalangea prossimale coinvolgendo strutture capsulo-legamentose, l’asportazione completa della fascia palmare ed il recupero dell’estensione del dito risulta più difficoltoso e, a volte, può non avvenire completamente.
La cute della superficie palmare della mano, rimasta a lungo retratta e spesso sede di macerazione richiede, in alcuni casi, il ricorso a plastiche cutanee per consentire la completa estensione del dito.

Sindrome del tunnel carpale

La Sindrome del Tunnel Carpale è una malattia causata dalla compressione di un nervo, il nervo mediano, che attraversa il polso all’interno di un canale chiamato Tunnel Carpale. Si definisce Tunnel Carpale una regione anatomica situata a livello della base del palmo della mano e delimitata su tre lati dalle ossa del carpo e sul quarto lato da un legamento molto spesso chiamato Legamento Trasverso del Carpo. Il nervo mediano insieme a nove tendini flessori scorre in questo canale.

Da cosa è causata?

La Sindrome del Tunnel carpale compare ogni volta che si verifica un aumento di pressione all’interno del canale tale da disturbare l’elemento più debole cioè il n. mediano. La causa dell’aumento di pressione può essere sconosciuta. Il più delle volte l’aumento di pressione all’interno del canale si verifica per un aumento di volume della membrana che ricopre i tendini flessori, condizione chiamata tenosinovite. Lussazioni articolari o fratture del polso possono invece determinare un restringimento dall’esterno del canale responsabile a sua volta dell’aumento di pressione all’interno del canale stesso.

Chi colpisce.

La sindrome del Tunnel Carpale è una malattia molto frequente. Attività lavorative che comportano movimenti ripetitivi delle dita e del polso possono essere la causa della infiammazione dei tendini flessori all’interno del canale e quindi della sofferenza del nervo mediano.
Le donne vengono colpite frequentemente durante la gravidanza a causa della ritenzione di liquidi che determina un aumento di volume all’interno del canale. I sintomi spesso si risolvono spontaneamente con il termine della gravidanza. Le donne vengono spesso colpite anche nel periodo della menopausa. Pazienti diabetici o dializzati o con malattie della tiroide o con artrite reumatoide possono sviluppare una Sindrome del Tunnel Carpale, spesso causata proprio da un ispessimento della membrana che ricopre i tendini flessori.

Sintomi.

I sintomi sono costituiti da formicolio o sensazione di bruciore (o dolore) alle prime 3-4 dita della mano. Il dolore spesso si estende all’avambraccio, talora al braccio e più raramente alla spalla. Il formicolio risulta, di solito, più accentuato di notte tanto da risvegliare il paziente e costringerlo a ricercare una posizione del polso e della mano per ridurre il fastidio. Negli stadi più avanzati la perdita di sensibilità e il dolore compaiono anche di giorno in concomitanza con semplici attività quotidiane come guidare l’automobile o leggere un giornale o tenere la cornetta del telefono o in concomitanza con attività lavorative che richiedono movimenti ripetuti di prensione. I pazienti, a volte, possono notare una riduzione della forza con difficoltà ad afferrare alcuni oggetti che possono cadere improvvisamente dalle mani. I pazienti possono notare anche una “perdita” della muscolatura alla base del pollice (atrofia tenare). I sintomi possono essere presenti in entrambe le mani, ma solitamente sono peggiori da un lato.

Diagnosi.

Oltre che sulla base della storia clinica la diagnosi viene posta con l’ausilio di un esame denominato Elettromiografia (EMG) che consente la registrazione dell’attività dei muscoli e dei nervi.
Utile anche un esame radiografico del polso se si sospettano problemi osteoarticolari a livello del polso.

Trattamento.

La sintomatologia, negli stadi iniziali, può essere risolta senza ricorrere all’intervento chirurgico. L’identificazione e il trattamento medico dell’eventuale malattia di base, il cambiamento di una gestualità lavorativa particolare, l’utilizzazione di un tutore rigido sono tutte procedure volte a ridurre la pressione sul nervo mediano.
Se la sintomatologia non migliora il trattamento chirurgico risulta necessario e ha lo scopo di creare più spazio nel Tunnel carpale riducendo così la compressione sul nervo. Il trattamento consiste in una piccola incisione della cute del palmo della mano e nella successiva incisione del legamento trasverso del carpo.
L’intervento è di breve durata e viene di solito eseguito in anestesia locale. Il paziente deve iniziare immediatamente a muovere le dita.

Dito a “scatto”

Il “dito a scatto” é una malattia infiammatoria dei tendini flessori delle dita. I tendini flessori delle dita sono circondati da una sottile membrana che ha normalmente il compito di favorire lo scorrimento all’interno di un canale.
Tale canale risulta in alcuni tratti ispessito in strutture, denominate pulegge di riflessione, che consentono ai tendini di flettere le dita a livello delle articolazioni digitali. Se un tratto dei tendini si allarga a causa di un processo infiammatorio, questi scorrono con fatica all’interno del canale e, a volte, si “bloccano” a livello dell’imbocco del canale stesso. Il passaggio dei tendini inizialmente avviene appunto a fatica provocando dolore e una sensazione di crepitio oppure avviene repentinamente con il classico “scatto”.
Il ripetersi di questo passaggio “difficoltoso” determina il persistere dell’infiammazione tendinea e quindi il progressivo aumento di volume dei tendini già ingrossati, creandosi così un circolo vizioso che mantiene il processo infiammatorio.

Chi colpisce.

Il “dito a scatto” compare il più delle volte spontaneamente.
L’età più colpita risulta essere tra i 40 e i 60 anni.
La malattia può colpire anche i bambini nei primi mesi di vita, solitamente a livello del pollice che appare bloccato in flessione.

Sintomi.

Il dito a scatto colpisce preferibilmente il pollice, il medio e l’anulare ma a volte anche l’indice e il mignolo. I pazienti si lamentano di un movimento digitale doloroso e anomalo anche se a volte è possibile avvertire il tipico “scatto” senza alcun dolore.
Lo “scatto” viene di solito avvertito il mattino quando, al risveglio, il dito o le dita appaiono flesse nel palmo e il paziente è costretto a compiere un discreto sforzo per eseguire l’estensione del dito. A volte è necessario utilizzare la mano controlaterale per estendere il dito. Tale sintomatologia gradualmente si attenua durante la giornata e durante l’attività lavorativa, per poi ripresentarsi il mattino successivo.

Trattamento.

Nelle fasi iniziali il trattamento conservativo può trovare una giustificazione, ma, nelle fasi avanzate, il trattamento chirurgico risolve immediatamente il problema evitando il danneggiamento progressivo dei tendini. Il trattamento consiste nella liberazione dei tendini tramite l’incisione della porzione prossimale del canale digitale. L’intervento, della durata di pochi minuti, viene eseguito in anestesia locale. Il paziente può muovere le dita immediatamente dopo l’intervento.

Chirurgia del piede

Alluce valgo

È una deformità della parte anteriore del piede a carico del 1° dito: l’Alluce che appare deviato lateralmente e ruotato a volte esternamente (pronato) con alla sua base sul lato mediale una tumefazione corrispondente alla salienza formata dalla testa del 1°Metatarso deviato medialmente e spesso con escrescenza ossea su cui si forma una borsite reattiva dolente.
Spesso si accompagna a piede piatto che causa sovraccarico sulla parte anteriore del piede con alterazione del carico sulle teste metatarsali, metatarsalgie e deformità delle altre dita con sviluppo di callosità dolenti.
Le cause, in genere, sono multifattoriali(genetiche associate all’uso di calzature inadatte che alterano nel tempo la biomeccanica del piede).

QUALI SINTOMI?

Dolore più o meno acuto durante il cammino specie con l’uso di calzature inadatte.
Alterato aspetto dell’avampiede funzionalmente ed esteticamente compromesso.

VALUTAZIONE CLINICA ED ACCERTAMENTI STRUMENTALI
Obiettività

L’ esame clinico aiuterà a valutare l’entità della deformità, la sua correggibilità e le eventuali patologie associate

Radiografie

Radiografie dei piedi sotto carico rendono possibile la valutazione dell’angolo intermetatarsale tra 1°e 2° metatarso, dell’angolo metatarso-falangeo, dell’entità della deformità dell’alluce valgo e della formula metatarsale che valuta l’allineamento delle teste metatarsali.

QUALI TRATTAMENTI?
Il trattamento incruento

Uso di calzature adeguate associato all’utilizzo di ortesi che rendano migliore la distribuzione del carico e, conseguentemente, migliorino la sintomatologia.

L’intervento chirurgico per alluce valgo

alluce-valgo                  alluce valgo                          

Questo avviene con osteotomia del 1° metatarsale. Le tecniche chirurgiche sono molteplici, percutanee(con mini-accessi) o tradizionali, e vengono attuate in relazione alle caratteristiche del paziente.

alluce valgo 3                                                   alluce valgo 4

Post operatorio alluce valgo

Il paziente avrà un bendaggio ed una calzatura post operatoria: potrà tornare subito al carico e rinnoverà il bendaggio settimanalmente.

Alluce rigido

L’alluce rigido è determinato dall’artrosi dell’articolazione metatarso-falangea con riduzione dei movimenti di flesso-estensione. Questa condizione, molto spesso dolorosa, influenza negativamente la deambulazione e la stazione eretta. La chirurgia migliora i disturbi eseguendo delle osteotomie per modificare l’orientamento del primo metatarso o, nei casi più gravi, protesizzando o artrodesizzando l’articolazione.

Fascite plantare

La fascite plantare rappresenta una infiammazione della fascia plantare. Nel tempo può comparire la spina calcaneare, cioè una protuberanza ossea del calcagno proprio in corrispondenza dell’inserzione della fascia plantare. La terapia conservativa è spesso risolutiva e la percentuale di pazienti che devono ricorrere alla soluzione chirurgica è estremamente bassa.

Fissa un appuntamento

Via della Rinascita,9
66023 Francavilla Al Mare (CH)

Per maggiori informazioni